Un forno crematorio a Desio? Non ci bastano le emissioni dell’inceneritore?

L’amministrazione di Desio ha recentemente confermato la propria volontà di costruire un impianto di cremazione a Desio e per questo ha sottoposto la propria candidatura alla Regione.

[Qui la delibera]

Non è una novità, l’aveva già fatto nel 2017 e ribadito nel 2019, richieste che fortunatamente per ora sono rimaste inascoltate.

Ma abbiamo veramente bisogno a Desio di una ulteriore fonte di inquinamento? E soprattutto, i nostri amministratori si sono domandati cosa ne pensano i cittadini? Non sarebbe ora di cominciare a consultare chi vive a Desio prima di intraprendere azioni così impattanti sulla vita e sulla salute di tutti?

Così come succede per l’inceneritore di Desio che per mantenersi deve importare rifiuti da altre regioni, anche un forno crematorio con due linee da 1.200 cremazioni l’anno, come prevedono i piani di Regione Lombardia, non riceverebbe sufficiente “lavoro” dal nostro territorio, ma andrebbe ad attingere in tutta Italia le salme da cremare per raggiungere gli obiettivi di business. Operazione che porterebbe guadagni a qualcuno e aria meno respirabile a tutti.

Non a caso, la relazione dell’ISDE, l’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente afferma che dove c’è già una fonte inquinante come un inceneritore bisogna aumentare i paletti relativi alla costruzione di impianti crematori: “Infine, tali richieste sui forni crematori dovranno essere ancor più stringenti in quelle zone dove sono presenti altre importanti fonti di inquinamento, come centrali a carbone, inceneritori di rifiuti e cementifici, a causa dei possibili effetti sommatori negativi sulla salute umana e sull’ambiente, da parte degli altri agenti tossici emessi.”

[Qui la relazione]

A Desio poi abbiamo il precedente delle mancate valutazioni sull’impatto dell’inceneritore in tutti questi anni in cui il M5S le chiedeva insistentemente mentre l’amministrazione ci girava intorno senza fare nulla o inventandosi le scuse più disparate. Per arrivare alla farsa finale della presentazione di uno studio epidemiologico che non è mai esistito, a opera dell’assessore all’ambiente.
Assessore che, ricordiamo, è anche un medico, come si pone quindi nei confronti dei rilievi di altri medici, come quelli dell’ISDE, che ritengono l’attività di cremazione dannosa per la salute?

C’è infine un’approssimazione sospetta nella compilazione degli atti da parte dell’amministrazione, per esempio:

  • Lodi, nei documenti inviati dal Comune di Desio, viene erroneamente indicato come rientrante nella fascia dei 30km. In realtà le due città distano tra loro, in linea d’aria, 41km; errore che sembra voler  migliorare le percentuali di destinazione delle salme da cremare per la città di Desio, nel caso assai sciagurato che davvero si costruisca un crematorio;
  • il forno di Como è inattivo dal 4 giugno 2016 ed è, a tutt’oggi, ancora in attesa di assegnazione a un nuovo gestore;
  • ad alterare  ancora di più i dati è anche  l’assenza, nei documenti, del forno crematorio di Bergamo. Il capoluogo è a 36km in linea d’aria da Desio, quindi rientrante nella fascia dei 60km. Bergamo, tra l’altro, per numero di cremazioni/anno è, insieme a quello di Mantova, secondo solo al forno di Lambrate.

   

Se il Comune fa ragionamenti partendo da numeri che sono lontani dalla realtà dei fatti con l’intento di costruire un forno crematorio a Desio, quando magari nemmeno servirebbe, gli errori contenuti negli atti presentati sono da considerare molto gravi.

Rileviamo poi che il partito che a Desio vuole il forno, in altri comuni vi si oppone dichiarando che potrebbe essere dannoso…

Insomma, tutta la questione va considerata meglio per non ritrovarci domani con ancora più inquinamento e danni alla salute dei vivi, mentre si fanno affari coi morti. Cosa ne pensano tutti gli altri partiti che si candideranno a guidare Desio dal 2021?

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