Perché non controllare anche il pozzo più inquinato?

Finalmente l’amministrazione di Desio a metà 2020 si è decisa a commissionare i controlli nella falda superficiale, sotto l’ex Autobianchi, come previsto da Arpa nel 2009.

Peccato che, essendoci due pozzi vicini da controllare, uno che ai tempi era risultato pesantemente inquinato e l’altro un po’ più “pulito”, si sia andati a controllare solo quest’ultimo, evitando accuratamente quello problematico.

Se non c’è qualcosa di strano in questa scelta…

Ma veniamo ai fatti: l’assessore Guidotti risponde a una nostra interrogazione in cui chiedevamo proprio come mai non era stato controllato il piezometro n. 2 (PZ2) e dice che essendo il 2 e il 3 vicini, avrebbero dato risultati simili e allora ARPA HA DECISO di controllare solo il 3.

Guarda caso il piezometro non ispezionato è proprio quello in cui nel 2012 si sono trovati 85 microgrammi di cromo quando il limite è 5.

Tra l’altro, nei documenti in nostro possesso non si trova la frase che l’assessore Guidotti attribuisce ad Arpa, cioè “si può ritenere concluso il monitoraggio” e vorremmo capire da dove viene.

    

Il PZ3 (codice SIF con finale 0052) è quello che hanno controllato. Nel 2012, come si può vedere era poco fuori norma: 7.6 con limite 5.

PZ2 (codice SIF con finale 00051) quello inquinatissimo che però non è stato controllato.

Quindi abbiamo la prova che nel 2012 c’era un pozzo messo malissimo, e uno così così. Guarda caso sono andati a vedere quello così così. Tra i due c’è un abisso: il PZ2 ha oltre 10 volte la concentrazione di Cromo esavalente rispetto al PZ3. Anche se sono vicini.

Quasi identici un cavolo. Possibile che all’assessore e a chi sta sopra di lui non sia venuto il minimo dubbio? Perché non chiedere di controllare anche l’altro ed eventualmente fugare ogni dubbio? Nonostante i controlli, ne sappiamo quanto prima.

 

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