Un bilancio un po’ troppo partecipato

Un semplice cittadino diventa “amministratore” a sua insaputa!

BP-sconosciuti

Succede nel bilancio partecipativo di Desio: un cittadino, che si è iscritto per votare, comincia a ricevere delle mail con le richieste di iscrizione di altri cittadini poiché il sistema lo indica come “amministratore” e richiede a lui di autorizzare le loro iscrizioni. Il tutto corredato da nome, indirizzo mail e nome utente di queste persone.

BP-mail
È successo lunedì 17 luglio, le mail arrivate all’indirizzo sbagliato sono 15, tutte di cittadini che chiedevano di iscriversi per poter votare, pensando -giustamente- che le loro mail arrivassero all’amministratore della piattaforma informatica di voto. O comunque al comune o all’ufficio partecipazione, non certo a uno sconosciuto.
Il problema dev’essere stato poi risolto, perché oltre a quelle 15 non ne sono arrivate altre.
Intanto questa persona, non appena si è accorta della stranezza, ha fatto il suo dovere segnalando la cosa all’ufficio partecipazione che ha subito risposto che c’era stata “un’anomalia” nei giorni precedenti e ha chiesto che fossero inviate loro quelle mail.
Però ora ci chiediamo: se in comune sapevano già che qualcosa non andava, perché non hanno messo un avviso pubblico, in modo da fermare temporaneamente le iscrizioni?
È possibile che altri cittadini abbiano ricevuto mail da utenti che volevano iscriversi per votare?
Si rischia che qualcuno sia rimasto “tagliato fuori” dalla votazione?
Sono circolati dati sensibili nonostante la normativa sulla privacy, chi ha sbagliato (amministratore del sistema o comune) può incorrere in sanzioni?
Già due anni fa alcuni cittadini avevano lamentato problemi nel sistema di votazione: sembrava che chiunque potesse entrare con il codice fiscale di un iscritto e modificare tutti i voti.
Questa volta invece ci sono stati un po’ di intoppi nella scelta della società a cui affidare la gestione del sistema di voto, arrivando a ridosso della votazione e dovendo scegliere i secondi classificati nel bando, perché i primi non avevano superato un test di prova.
Sono passati due anni dalla scorsa edizione, così come ci si è premurati di far approvare in consiglio il regolamento per il bilancio partecipativo, non si sarebbe potuto studiare un po’ meglio le soluzioni esistenti per il voto, invece che arrivare all’ultimo momento?
Chi ci garantisce a questo punto che lo svolgimento della votazione sia completamente regolare?
Cercheremo di portare queste domande anche in consiglio comunale, ma intanto ci piacerebbe che l’amministrazione e i responsabili del Bilancio Partecipativo dessero ai cittadini qualche spiegazione plausibile.

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