Tettoia Gavazzi: il Nulla a chilometro Zero

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Con una delibera del 28 settembre la giunta comunale ha approvato lo studio di fattibilità per la ristrutturazione della Tettoia Gavazzi, e subito si è affrettata ad annunciare ai giornali che lì si farà un mercatino agricolo di prodotti a Km 0.

Avevamo già parlato tempo fa dello stallo della Tettoia e forse anche per questo l’Amministrazione desiana è dovuta correre ai ripari per far sembrare che qualcosa si stia facendo. Ma si contraddicono da soli.

Da quello che scrivono sulla delibera sembrerebbe che abbiano dato il via a qualcosa, invece è il solito nulla. L’atto della giunta serve solo a far scrivere qualche titolo ai giornali, ma non porta a niente di concreto.

Forse la delibera serve anche a giustificare il fatto di aver commissionato ben due progetti, nel 2015 e nel 2016 e di non averli nemmeno a disposizione. Infatti per ottenerli con un accesso agli atti abbiamo dovuto far intervenire il Difensore Regionale, perché gli uffici non ce li inviavano, nonostante fossero obbligati per legge. Quando finalmente li abbiamo avuti, abbiamo scoperto che la data in cui sono stati protocollati dal professionista che ha fatto il lavoro è per entrambi maggio 2017.

Vuol dire che avevano pagato per lo studio e non si sono mai fatti mandare il progetto? Non ci sorprenderebbe.

Per il resto, il fantomatico mercatino è la stessa storia che abbiamo sentito per ben due campagne elettorali: se ci fosse un privato che paga la tettoia si potrebbe ristrutturare, altrimenti resta tutto com’è. Lo ha ribadito anche l’Assessore Rocco in consiglio, dicendo inoltre che, poiché il costo è molto più elevato del previsto, dovranno “ripensare il percorso”, che secondo noi vuol dire che il mercatino non è una strada percorribile.

Intanto non aggiustano nemmeno la recinzione esterna che in alcuni punti è divelta e potrebbe superarla chiunque per entrare.

Ormai abbiamo capito che questa giunta non fa altro che parlarsi addosso: il mercatino a km 0 è un bel racconto, ma dietro non c’è nulla di concreto.

Come del resto succede col Centrostile, la Palazzina Cremonini, le rotaie e i molti altri esempi di “paralisi” conclamata della giunta Corti.

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