Studio epidemiologico, perché non parlare chiaro?

 

amleto

Avevamo chiesto in consiglio comunale che gli assessori relazionassero puntualmente sul loro operato, sia su questo che su altri argomenti, invece ancora tutto tace.

Per esempio non sappiamo perché, a più un mese di distanza dalla pubblicazione dell’atto amministrativo che affida la redazione dello studio al Prof. Crosignani, non è stato ancora reso pubblico un documento in cui lo stesso Professore indica chiaramente a chi commissionare la mappa di ricaduta dei fumi.

ALL-B-01    ALL-B-02

Mappa che, vogliamo ricordarlo, in questi anni ha assunto i connotati di un Sacro Graal, talmente ce l’hanno fatta apparire come qualcosa impossibile da ottenere, mentre ora sappiamo che costa poche migliaia di euro e la si realizza in un paio di settimane.

Perché non si dichiara apertamente quali sono i tempi dello studio?
Se vogliamo parlare di trasparenza, l’assessore sarebbe tenuto a rispondere a tutte queste domande. In particolare: 

– è stata commissionata la mappa alla società indicata? 

– è stato dato mandato ufficiale a Crosignani perché possa richiedere i dati sui ricoveri ad ATS?

Se ci sono problemi con l’attuazione dello studio, perché l’assessore Guidotti non lo dice chiaramente? 

Se dovesse servire, tutto il M5S è pronto a intervenire su vari livelli istituzionali per aiutarlo a sbloccare le cose.

Forse l’assessore non ricorda che, più di un anno fa, è stato il Movimento 5 Stelle a sollecitare un’audizione con relatore il Prof. Crosignani, proprio in un momento in cui tutto sembrava fossilizzato su una stima di costi troppo alta.

Forse l’assessore dimentica che è stato il consigliere regionale M5S Corbetta, a chiedere ad ARPA Lombardia la disponibilità o meno della mappa di ricaduta dei fumi, mettendolo subito al corrente della risposta.

Quindi, se Guidotti ha problemi con enti esterni al Comune, conti pure su di noi per aiutarlo a risolverli. Se invece i paletti glieli sta mettendo qualcuno sopra di lui, i casi sono due: o si impone e porta a termine comunque il suo compito, oppure si dimetta, ammettendo che per cause di forza maggiore, o meglio per cause politiche, questo studio a Desio non si può proprio fare.

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