Occhi aperti sui lavori di Villa Tittoni

villa-tittoni-lente

Già da tempo è stato preventivato un importante intervento sull’ala ovest di Villa Tittoni, finanziato da un bando di Fondazione Cariplo.

Tanti soldi e un edificio di valore inestimabile come villa Tittoni: quanto basta per farci puntare un faro sulla procedura di affidamento di questi lavori.

Questa attenzione e l’attenta analisi dei documenti a cui avevamo accesso, ci ha fatto rilevare delle anomalie e sorgere diversi dubbi:
il progetto che non ci sembra all’altezza dell’investimento – affidamenti senza gara per la progettazione – correzione anomala del progetto esecutivo – mancanza di chiarezza sui subappalti

Abbiamo letto tutte le carte a nostra disposizione, a partire dall’illustrazione del progetto che ci è sembrato un po’ povero rispetto all’ingente costo complessivo preventivato, cioè quasi 950mila euro. Si tratta della ristrutturazione di diversi ambienti, atrio, sala riunioni, un corridoio, servizi igienici… e poi della sala principale che sarà l’auditorium vero e proprio. Qui è previsto un piccolo palco che dai disegni sembra essere diviso in due da una colonna centrale (ci chiediamo quale funzionalità può avere se veramente sarà così), in una sala che dovrebbe contenere 200 posti a sedere, di cui 100 su normalissime sedie e i rimanenti su panche di legno disposte lungo il perimetro della sala (dove si starà seduti di traverso, cioè non rivolti verso il palco).

auditorium

Un altro nostro motivo di perplessità è nato dal metodo di selezione dei professionisti a cui è stata affidata la progettazione: affidamenti diretti, cioè senza gara, nonostante il costo complessivo del lavoro ammontasse a circa 90mila euro. Gli affidamenti sono stati suddivisi in più parti e sono effettivamente sotto la soglia che obbliga a procedere con la gara. Ma se la soglia è 40mila euro e uno di questi affidamenti è di 39.950 euro, ci rimane il dubbio che forse la gara sarebbe stato il modo più corretto di procedere.
(Leggi la determina)

Quando è stata affidata la progettazione definitiva, inoltre, vigeva ancora la possibilità dell’”appalto integrato”, che significa che chi faceva il progetto avrebbe avuto automaticamente in carico anche lo svolgimento dei lavori. Nell’aprile 2016 però il Codice Appalti è stato modificato e questa cosa non si può più fare: serve un progetto esecutivo da mettere a gara (per fortuna, aggiungiamo noi).

A questo punto, a settembre 2016, viene richiesto agli stessi professionisti di mettere a punto il progetto esecutivo, comprensivo di Capitolato Speciale d’Appalto, che verrà messo poi a gara. E qui succede un’altra cosa strana: a dicembre 2016 il Dirigente Lavori Pubblici emette una determina in cui approva ufficialmente il progetto esecutivo e il Capitolato, ma in febbraio 2017 emette una nuova determina per dire che “dopo attenta valutazione” (ma non l’aveva fatta prima?) si sono riscontrati nel progetto “refusi ed errori materiali”, che è stato richiesto ai progettisti di correggere, dopodiché, con questa nuova determina il Dirigente riapprova il tutto.
(Determina di dicembre 2016)
(Determina di febbraio 2017)

Peccato che leggendo attentamente i documenti ci siamo accorti che non si trattava di piccoli errori come dichiarato dal Dirigente, ma errori molto più gravi. Nel Capitolato Speciale Appalto prima versione, si indicava come “categoria prevalente dei lavori” la categoria OG1, cioè quella che si riferisce a “edifici civili e industriali”, mentre sappiamo tutti benissimo che Villa Tittoni è un Bene tutelato dalla Soprintendenza, quindi la categoria corretta è OG2. Questa correzione ha comportato una serie di variazioni in tutto il resto del capitolato, segno che non si trattava di un semplice refuso ma di qualcosa di molto più grave.

E qui ci chiediamo: chi ha sbagliato? Possibile che un errore così evidente sia passato sotto gli occhi del Dirigente, dell’ufficio preposto, della Giunta, senza che nessuno abbia sollevato la minima obiezione? Chi doveva controllare? Come mai progettisti di riconosciuta professionalità consegnano un progetto così palesemente sbagliato?

Ma non è finita. Qualcuno potrebbe dire che ora che il documento è stato corretto va tutto bene. Invece abbiamo un’altra questione che richiede un chiarimento. C’è una parte del Capitolato che parla dei subappalti e che fa riferimento a un comma che nel documento non esiste.

«I lavori individuati all’articolo 4, comma 4, possono sempre essere realizzati dall’appaltatore anche se non in possesso dei requisiti di qualificazione per la relativa categoria; possono altresì essere subappaltati per intero;»

Ora, poiché la frase sembra significare che i lavori si possono subappaltare a chiunque, anche se non in possesso delle certificazioni per lavorare su beni tutelati, vogliamo che si chiarisca questo punto prima che la gara sia bandita con documenti che contengono un “comma fantasma” proprio su una questione delicata come quella degli eventuali subappalti.”

Tutto questi dubbi sono riassunti in un’interrogazione che presenteremo al più presto (purtroppo l’ultimo consiglio comunale è stato interrotto prima che potessimo intervenire). Villa Tittoni è un bene di tutti i desiani ed è troppo importante perché rimangano delle ombre sulla sua ristrutturazione, noi chiediamo solo trasparenza.

Potrebbero interessarti anche...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti