Non hanno lo streaming? Mangino brioches!

Aveva un po’ il tono della famosa frase di Maria Antonietta, la risposta dell’assessore Moro, ieri sera in consiglio, sull’assenza della diretta streaming. 

Le dirette hanno smesso di funzionare da qualche mese. Non lo si può certo chiamare “guasto” perché non c’è niente di guasto, semplicemente il sito su cui il Comune si appoggiava, gratuitamente da anni, cioè Livestream, ha cancellato l’account del consiglio in diretta e rimosso tutte le registrazioni.

Colpa di Livestream? No di certo.

Colpa di chi non si è mai posto il problema di considerare le dirette streaming del consiglio uno strumento importante, sia per i cittadini che per noi consiglieri e quindi di non lasciarle in balia di una piattaforma qualsiasi.

L’assessore Moro, con un tono un po’ altezzoso, ha fatto capire che per lei, se per un po’ non c’è lo streaming non muore nessuno, che tanto i cittadini manco lo guardano e altre cose di questo tenore (dimenticandosi peraltro che non si parla solo della diretta, ma della registrazione video che permetteva a molti, giornalisti compresi, di rivedersi la seduta anche a distanza di mesi).

Ricordatevelo, la prossima volta che vi parleranno di partecipazione.

Ha spiegato anche che l’amministrazione ha avviato una manifestazione di interesse per trovare una società che offra il servizio. Se crede davvero che questa sia la soluzione al problema, la cosa è molto grave, proprio lei che è assessore con deleghe ai sistemi informativi.

Oppure, ci viene da pensare, è un modo come un altro per rimandare tutto a data da destinarsi, come avviene puntualmente da parte di questa amministrazione anche su cose molto più “dannose” (come il rimandare per anni la caratterizzazione di Cava Molinara).

Molto grave è anche il fatto che lo stesso Presidente del consiglio Cicchetti accetti supinamente questa situazione e non alzi nemmeno un dito per far rispettare il Regolamento del consiglio comunale, che all’Articolo 36 prevede che le sedute del consiglio siano trasmesse in streaming.

La questione della trasmissione delle sedute è molto semplice. Se avete un figlio di 12 anni potete chiedere a lui come si fa una diretta su YouTube e vedrete che molto probabilmente lo sa.

Non è un problema di apparecchiature, sia chiaro, l’impianto si era guastato un paio di anni fa ma era stato (con fatica) riparato e ora funziona, e non si devono spendere soldi. Basterebbe collegarsi col computer della sala consiglio a una piattaforma di streaming diversa. Già da più di un anno, nelle osservazione che abbiamo inviato per modificare il Regolamento del consiglio, avevamo chiesto di passare a YouTube, da dove trasmettono da tempo le loro dirette video la Camera dei Deputati, il Senato e molti consigli comunali, grandi e piccoli. Ma secondo voi, ci hanno dato retta?

Sinceramente, non pensavamo di arrivare a fare dei passi indietro su uno strumento così importante che la precedente giunta Corti aveva adottato all’inizio del suo mandato e che ora, per inerzia o incuria, la stessa giunta mette in discussione.

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