L’assessore all’ambiente “capitozza” anche la relazione dell’agronomo

«Non ci sono cosiddette “scuole di pensiero” sulla pratica dell’arboricoltura, ma solo buone e cattive pratiche; competenze qualificate ed approssimazioni operative»
(dott. Angelo Vavassori, agronomo)
Nell’articolo sul Cittadino di ieri vengono riportate affermazioni che travisano il significato di quanto scritto nella relazione dell’agronomo interpellato dal Movimento 5 Stelle. Secondo l’assessore Guidotti, poiché il dott. Vavassori (il nostro esperto) afferma che “parlare di potatura significa entrare in un campo minato, dove si intrecciano le opinioni più estreme, che spaziano da chi sostiene che si devono effettuare pochi ma drastici interventi, a chi sostiene che gli alberi non andrebbero mai potati, allora “Stabilire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, è molto opinabile”.
Nulla di più falso, visto che nel punto della relazione del dott. Vavassori, non riportato per intero, si dice l’esatto contrario.
Ecco il testo originale: “Pertanto, consideriamo la potatura come un intervento di gestione e di cura delle alberature, benché oggi, parlare di potatura significhi entrare in un campo minato, dove si intrecciano le opinioni più estreme. Alcune di tipo economico e altre più scientifiche, che spaziano dalla posizione che sostiene l’ottimizzazione dei costi della manutenzione, per cui si devono effettuare pochi ma drastici interventi, a chi sostiene che gli alberi non andrebbero mai potati, in quanto operazione artificiale e non necessaria. Ma, come ho anticipato, riteniamo la tecnica della potatura come arte di allevamento e formazione degli alberi e non la loro tortura o distruzione. Ciò potrebbe diventare tale solo per imperizia, incapacità ed ignoranza di tale arte di chi la pone in atto. La tecnica della potatura è un intervento che coinvolge e modifica tutto l’intero “sistema albero”, branche, fusto, colletto, radici. La formazione o riduzione della parte legnosa arborea è collegata tutta la fisiologia vegetale della pianta. Tagli ai rami condizionano ed alterano anche lo sviluppo radicale e del tronco, nonché le componenti meristematiche latenti. Pur affermando che la potatura è utile, ed in certi casi necessaria, per gli alberi posti a dimora negli ambienti urbani e nel paesaggio costruito, ci affrettiamo anche a dire che esiste una buona ed una pessima pratica di potatura. Con questa affermazione si vorrebbe idealmente togliere dalle mani di manutentori non formati, o manutentori spregiudicati ogni strumento cesorio per accertarci che tutti coloro che intendano esercitare professionalmente la manutenzione e la gestione del verde conoscano le elementari basi della biologia degli alberi e la tecnica connessa di potatura. Infatti, non ci sono cosiddette “scuole di pensiero” sulla pratica dell’arboricoltura, ma solo buone e cattive pratiche; competenze qualificate ed approssimazioni operative.”
Anche sulle “parziali giustificazioni”, si travisa la relazione, perché le “parziali giustificazioni”, l’agronomo Vavassori le considera per i tagli su alberi in prossimità di abitazioni che solo in quel caso devono essere tagliati in maniera più drastica.
Qui il punto della relazione in cui ne parla:
“Alcuni soggetti, molto prossimi alle abitazioni, possono trovare parziale giustificazione degli interventi cesori drastici che hanno ridotto a forme estreme gli alberi di prossimità. Tuttavia, le necessità circoscritte a singole situazioni, non motivano il “minimalismo” arboreo adottato sulla maggior parte delle alberature cittadine, inducendo a reiterare gravi errori operativi ed alterazioni morfologiche e fisiologiche alle alberature. Il taglio drastico non ottimizza ne tempi ne economie di medio e lungo periodo la gestione amministrativa delle alberature urbane. Riteniamo che un management rispettoso delle qualità botaniche e vegetazionali possa opportunamente discernere ed applicare una corretta gestione tecnico-economica del verde arboreo urbano senza pregiudicarne ne qualità botanica ne qualità estetica e funzionale.”
Insomma, non sanno più come uscirne e il sistema più spiccio è far finta di non capire. Ne riparliamo in commissione mercoledì 20 alle ore 21 in sala blu del municipio (2 piano). Siete tutti invitati.

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