Il primo spettacolo di Parco Tittoni è andato in scena in Comune

E non è stato affatto un bello spettacolo.

Avevamo già assistito al “coro dei consiglieri Pd” usciti sui giornali con un messaggio rassicurante per il gestore degli eventi in cui tenevano a far sapere che il bando sarebbe stato certamente assegnato. Perché su questa cosa non abbia semplicemente rilasciato dichiarazioni l’assessore alla cultura, ma l’abbia dovuta recitare diligentemente tutto il partito dell’assessore alla cultura, non si spiega.

Qui parte della dichiarazione che racconta per filo e per segno, prima di qualsiasi parere legale, la strada che si intraprenderà a breve. Loro già sapevano: “Non ha senso annullare adesso l’intera stagione: non ci sono norme che lo impongano, e può darsi che almeno nei mesi estivi verrà consentita la possibilità di svolgere alcuni tipi di evento a ingresso contingentato e in cui sia garantito il distanziamento sociale, come cinema all’aperto, proiezioni, letture sceniche o concerti con posti a sedere.”

Poi abbiamo assistito alla fretta e furia con cui si è richiesto e ottenuto un parere legale, ma non per chiedere se fosse legittimo tenere valido il bando nonostante le mutate condizioni, bensì per sapere cosa esattamente Mondovisione doveva modificare nella propria offerta per poter gestire lo stesso gli eventi per 2 anni.

E per dare questo supporto al business di Mondovisione, i cittadini desiani hanno dovuto pagare il suddetto parere legale ben 2.000 € tramite le casse del comune. La logica avrebbe suggerito di farli pagare a Mondovisione, no?

La fretta, dicevamo. Spettacolare come i tempi in questo caso siano stati rapidissimi: in meno di 10 giorni si è passati dalla determina per il parere legale al lancio della nuova stagione di Parco Tittoni. Avremmo voluto vedere la stessa velocità nell’organizzare la distribuzione dei buoni spesa.

Spettacolo non edificante per noi consiglieri di opposizione è stato soprattutto il vedersi negare il riservatissimo parere legale, con insinuazioni sul rischio che i consiglieri comunali potessero farne un “uso improprio”. Gravissimo sia il mancato rispetto della legge che ci garantisce l’accesso agli atti, che il mancato rispetto del nostro ruolo istituzionale. Per non parlare della totale assenza di trasparenza in tutto il procedimento.

Avremmo voluto che il Presidente del consiglio difendesse in qualche modo le prerogative del consiglio comunale, ma come spesso succede ha preferito fare da spettatore.

Per non parlare della “maggioranza silenziosa” che si guarda bene dal sollevare il minimo dubbio sulla correttezza del modo di agire di questa giunta. Compresi quelli di loro che -si dice in giro- sarebbero pronti a mandare a casa Corti… uno spettacolo comico.

Comunque, si vede che dalla buca del suggeritore arrivano istruzioni precise.

Insomma, lo spettacolo a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni merita solo dei fischi. Ormai questa amministrazione ha mostrato il dietro le quinte dell’affidamento in gestione di Parco Tittoni: “Così è se ci pare”.

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