Il gioco d’azzardo a Desio “brucia” più di 30 milioni l’anno

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Abbiamo chiesto all’Agenzia dei Monopoli di conoscere l’entità del danno del gioco d’azzardo nella nostra città. Nel 2015 i desiani hanno speso 31 milioni di euro, cifra che nel 2016 è aumentata fino a 33 milioni e mezzo. Le persone si impoveriscono, si indebitano, le famiglie si sfasciano a causa di questa “malattia di stato”. Il gioco d’azzardo premia una minoranza ma fa pagare il conto a tutti. Anche i pochi che vincono si rigiocano tutto nella speranza di moltiplicare le vincite: i soli a vincere davvero sono il monopolio, che intasca i proventi delle giocate, i noleggiatori e l’esercente che incassa una percentuale. Le soluzioni che l’amministrazione ha adottato finora appaiono quindi largamente insufficienti o inefficaci, serve una presa di posizione molto più decisa. Tempo fa in consiglio comunale abbiamo chiesto al Sindaco di intervenire con una nuova ordinanza, visto che molti comuni hanno reso più restrittivi gli orari di gioco e hanno vinto i conseguenti ricorsi al Tar. Inoltre, poiché i gestori delle sale gioco e dei locali con apparecchiature per il gioco d’azzardo hanno l’obbligo di seguire corsi di formazione sulla relazione con la clientela a rischio ludopatia, abbiamo chiesto che il Comune effettui tutti i controlli necessari. L’azzardo è la cartina di tornasole che rivela la deriva di una politica sempre più lontana, quasi opposta al bene pubblico. Serve un segnale di cambiamento, sia a livello nazionale che locale.
Nel frattempo è arrivata la risposta scritta alla nostra interrogazione con cui chiedevamo di emettere una nuova ordinanza e di effettuare i controlli. Bene che si stia valutando di fare l’ordinanza, mentre sui controlli non ci siamo ancora: quelli relativi ai corsi obbligatori non sono ancora partiti e ci sembra un po’ strano che siano servite 5 persone e 6 mesi di tempo per controllare che in 11 locali che hanno richiesto lo sconto sulla TARI fossero effettivamente assenti le slot machines.
(I nomi li abbiamo omessi noi, per rispetto della privacy)
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