Il futuro remoto del Centro Sportivo

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Ieri sera nelle Commissioni Sport e Urbanistica riunite in forma congiunta, abbiamo assistito all’ennesimo annuncio di buoni propositi senza scadenza: le linee guida per un Partenariato Pubblico Privato per la ristrutturazione del Centro Sportivo. (Qui il documento)

L’errore di fondo in questo progetto secondo noi è separare la ristrutturazione dalla gestione: l’amministrazione vorrebbe trovarsi un immobile riqualificato da qualcuno che investa per poi metterci qualcun altro a gestirlo.

Per rendere appetibile la cosa, ha intenzione di “regalare” qualche immobile o terreno comunale a chi si offrirà di ristrutturare. E una cosa del genere a chi può convenire? Solo a un costruttore con una certa disponibilità economica e in cerca di nuovi spazi edificabili.

Ma cos’ha a che vedere tutto questo con lo sport e con il futuro del Centro Sportivo? Non sarebbe meglio individuare un soggetto già all’interno di questo mondo, che “disegni” un centro sportivo ideale, avendo in mente anche la sua gestione?

Siamo rimasti un po’ a bocca aperta ieri sera, sentendo i due assessori (Sport e Lavori Pubblici) parlare dei problemi del centro come se loro e l’amministrazione che rappresentano fossero arrivati ieri. Invece le due giunte Corti hanno sulle spalle manutenzioni mancate, debiti accumulati, otto anni buttati a mettere pezze e a garantire che nessun possibile gestore diverso da quello attuale avesse accesso al centro sportivo. Basta non fare mai bandi e tutto resta immobile.

Un progetto che parte già monco, tra l’altro, perché alla richiesta di sapere cosa fosse previsto per la riqualificazione del bar, si è capito che del bar nel progetto non si parla nemmeno. L’idea che ci hanno dato i due assessori è quella di un documento messo lì per tamponare la situazione, ma senza dei veri contenuti e un pensiero solido dietro.

Per non parlare dei rilievi fatti dai rappresentanti delle associazioni sportive che hanno potuto dire la loro in commissione. I loro interventi hanno avuto più o meno tutti lo stesso contenuto: non ci interessa in questo momento il partenariato, ci interessano gli spogliatoi in condizioni pietose dove non possiamo far stare i bambini, i campi da calcio che si stanno ammalorando, l’illuminazione problematica, la disparità di tariffe tra associazioni.

Insomma, a noi sembra che nell’impossibilità, o incapacità, di intervenire tempestivamente su situazioni “quotidiane” di manutenzione e conservazione dell’immobile, si sia voluto buttare il carico (un progetto a lungo termine) per poter dilatare ancora i tempi di intervento sul Centro Sportivo, nonostante ci sia un disperato bisogno di lavori più contenuti ma improrogabili.

È confermato invece che ci sarà un murales all’esterno, per cui si sono pagati in anticipo 7mila euro a un’associazione, senza né un preventivo né un progetto. A proposito di interventi necessari.

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