Il bicchiere è mezzo pieno ma puzza un po’

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Alcuni genitori di studenti delle scuole Prati ci hanno contattati per raccontarci di un problema relativo all’acqua e segnalare una mancanza di comunicazione esaustiva sulla vicenda. Per questo, giovedì 29.6 abbiamo presentato un’interrogazione in consiglio comunale. E poiché l’assessore con delega alla scuola non era presente, attendiamo una risposta scritta entro 15 giorni, come previsto dal regolamento.
Intanto vi raccontiamo come sono andate le cose secondo le informazioni che abbiamo ricevuto.
Nel mese di aprile, presso la scuola primaria Prati, è stato segnalato un problema relativo all’acqua potabile che viene servita in mensa dal gestore del servizio refezione, Desio Food. La segnalazione riguardava odori strani percepiti dai bambini bevendo l’acqua servita a tavola. Un rappresentante dei genitori si era rivolto direttamente al tecnologo alimentare del Comune, Dott. Scalabrini, che tra le altre cose aveva risposto:
“si può considerare il caso di sospendere il consumo dell’acqua dall’erogatore e prevedere somministrazione di acqua confezionata”.
Nel frattempo i genitori hanno ricevuto rassicurazione da parte della Dirigente Scolastica che in mensa, fino alla risoluzione del problema, sarebbe stata servita acqua in bottiglia.
Bottiglie che non sono mai arrivate, mentre è arrivato alle famiglie il divieto di far portare ai bambini in mensa bottigliette d’acqua portate da casa.
Intanto, le analisi che Brianzacque ha immediatamente effettuato sul contenuto di cloro dell’acqua erogata dai rubinetti hanno riscontrato la condizione normale dell’acqua. In realtà il tecnologo alimentare aveva sottolineato l’assenza della ricerca dei parametri microbiologici, da lui definiti “necessari per completare il quadro di insieme dell’indagine sull’acqua erogata presso la Scuola Prati”ma dalle carte che abbiamo potuto esaminare non risulta che questo sia stato fatto.
Il dubbio che è sorto in alcuni genitori è che il problema potesse essere nella parte successiva della “filiera”, cioè riconducibile al metodo di lavaggio delle stoviglie, brocche e bicchieri, o a un possibile mancato lavaggio.
Su questo è intervenuta ATS, i cui responsabili si sono recati presso i locali mensa ad “annusare” le brocche. Ma a quel punto era già il 5 maggio, se ci fosse stato un problema di quel tipo c’è anche stato il tempo per rimediare. E infatti hanno trovato tutto in regola.
(Qualche bambino ha perfino riferito ai genitori che al rientro a scuola dopo i ponti “le caraffe scintillavano”)

Morale:
– non si sa ancora quale fosse la causa del problema
– le bottigliette d’acqua non sono mai arrivate
– i bambini, pur nell’incertezza della situazione, sono stati obbligati a continuare a bere l’acqua dei rubinetti, oppure a consumare il pasto senza bere per via del divieto di introdurre l’acqua in bottiglia portata da casa all’interno dei locali mensa.

A questo proposito, ricordiamo che nel mese di novembre del 2016 il MIUR ha emesso una circolare indirizzata tra gli altri ai dirigenti scolastici in cui affermava l’utilità di consentire il consumo di pasti portati da casa a studenti i cui genitori ne avessero fatto esplicita richiesta. Per questo, pur trattando qui un tema diverso, vogliamo ribadire che il consumo di cibo o bevande portate da casa non può essere escluso del tutto e ci sembra che in un caso del genere il buon senso avrebbe dovuto prevalere sulla rigidità dei regolamenti.

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