Cose che Corti non farà: eliminazione barriere architettoniche

Nel mese di febbraio abbiamo presentato un’interrogazione per sapere a che punto era la predisposizione dei PEBA, i Piani di Eliminazione Barriere Architettoniche, che ricordiamo sono previsti per legge. Nel maggio 2018 inoltre, è stato votato all’unanimità in consiglio comunale il nostro ordine del giorno che chiedeva all’Amministrazione di impegnarsi ad adottare i Piani.

(Qui il testo dell’interrogazione)

Ci dispiace molto che, come potete leggere qui sotto, la risposta sia un’immensa supercazzola per dire che non si è ancora fatto niente e lasciar intendere che niente arriverà a conclusione prima che questa giunta inconcludente arrivi a fine mandato.

Ci dispiace dovere in questo caso “bacchettare” l’assessore all’urbanistica che ha firmato la risposta, poiché sappiamo bene che il 90% delle decisioni là dentro sono del Sindaco, che è abituato a tenere il pallone tutto per sé.

(click per ingrandire)

  1. la predisposizione dei Piani “è un’attività complessa” – E certo, per questo ci sono dei tecnici e un assessore all’urbanistica che è un professionista del settore, altrimenti, invece che farlo fare a voi lo si poteva chiedere ai ragazzi delle scuole medie…
  2. questa amministrazione sta attivando un “percorso metodologico” – In parole povere “dobbiamo ancora decidere cosa fare”, ma se l’attività è complessa e non avete idea di come procedere, non si può copiare da qualche comune che l’ha già fatto, chiedere il supporto di ANCI, chiedere a qualche “studio” a cui già paghiamo un fisso annuale di darci una mano?
  3. “un’attività informale” – Questo è un argomento tipico di questa giunta, o del Sindaco, quando per esempio risponde che il parere sulla mansarda l’avvocato gliel’ha dato al telefono e cose di questo tipo. Nell’attività informale ci sta tutto, anche due chiacchiere col barista (con rispetto per i baristi) per sapere come butta.
  4. confrontandosi con “alcune associazioni e/o professionisti” – Un’associazione (che crediamo sia quella a cui si fa riferimento) l’avevamo indirizzata noi a parlare con l’allora assessore ai LLPP Rocco e dall’allora dirigente. Si tratta dell’associazione Peba Onlus, che supporta i comuni nell’attività di eliminazione di barriere architettoniche e ha già portato avanti tante iniziative di successo. Inutile dire che dopo un unico colloquio il contatto era stato lasciato cadere. Proporremo la stessa associazione al prossimo sindaco, sperando sia più lungimirante.
  5. “la situazione di emergenza”Questa è la cosa più offensiva che si poteva scrivere. Offensiva dell’intelligenza dell’interlocutore. Predisporre i Piani era già un dovere dell’amministrazione. In più si è votato all’unanimità a maggio 2018. La situazione di emergenza è iniziata a febbraio 2020 e si vuole dare la colpa a quello perché non si è ancora fatto niente? Vergognatevi.

  6. “si prevede di poter individuare” eccetera – Che tradotto significa “non c’è ancora niente”.

  7.  “è in fase di predisposizione” l’elenco degli stakeholder – Vuol dire che da maggio 2018 a febbraio 2020 (prima dell’emergenza, ricordiamolo eh) non si è nemmeno stati capaci di mettere giù un elenco di associazioni portatrici di interesse nell’eliminazione delle barriere. Questo a casa nostra significa NON VOLERLO FARE.

  8. i lavori che si stanno facendo “comprendono interventi di abbattimento barriere architettoniche” – Ci mancherebbe altro. Significa che rifacendo un marciapiede ci mettono la discesa per permettere il passaggio di una sedia a rotelle. Non è che si può scegliere di non farlo.
  9. le commissioni consiliari “tenute costantemente aggiornate” – Infatti da maggio 2018 a oggi non ci è stata detta nemmeno una parola sull’argomento. C’è da dire che a Desio le commissioni consiliari non vengono convocate nemmeno su argomenti che vanno votati in consiglio, quindi cosa pretendevamo?

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