Bilancio partecipativo: andava talmente bene che si cambia di nuovo

BP-2018

La prima edizione del Bilancio partecipativo di Desio, nel 2015, era stata commentata da giunta e maggioranza come un grande successo, nonostante i numerosi problemi del sistema di votazione, la partecipazione minima e alcuni progetti che non hanno mai visto la luce.
Problemi che si è cercato di risolvere nell’edizione del 2017, cambiando la gestione delle votazioni, ma con risultati ancora più scarsi, resi evidenti dal sensibile calo sia di partecipanti che di progetti presentati che di votanti.

Analisi dati BP
Anche questa volta comunque i commenti degli amministratori di maggioranza sono stati entusiasti.
Fin da quando si era iniziato a parlare di Bilancio Partecipativo, come gruppo M5S avevamo cercato di suggerire delle buone pratiche per un migliore svolgimento e una maggiore partecipazione dei cittadini: per noi sarebbe stato fondamentale coinvolgere davvero tutta la città, proponendo la partecipazione dei singoli quartieri a cui aggiudicare un progetto per ciascuno. Solo così secondo noi si sarebbero potute ottenere proposte che davvero servivano ai cittadini e coinvolgere nel percorso di progettazione molte più persone.
Perché la questione fondamentale che sta dietro l’idea di BP non è il “concorso a premi”, come invece lo sta proponendo già da due edizioni l’amministrazione di Desio, ma la cura della propria città attraverso l’investimento di una piccola parte del bilancio comunale in servizi o attività che siano di reale vantaggio per i desiani.

Insomma, l’importante è il percorso, non il punto d’arrivo.

Ma purtroppo i nostri amministratori non ascoltano. Dicono che va tutto bene, ma evidentemente qualcosa non va. Infatti, è di qualche giorno fa la pubblicazione di un’indagine di mercato con cui il comune ricerca una società a cui affidare il servizio di supporto nella progettazione esecutiva e realizzazione di tutte le fasi del Bilancio Partecipativo 2018.
Leggi qui l’avviso indagine di mercato

La società che ha in gestione il BP dal 2017 ha un contratto di 3 anni e ne è trascorso solo uno. Ha lavorato su una sola edizione del BP, quella del 2017, e già l’amministrazione si sta guardando intorno per sostituirla.
Leggi qui la determina affidamento alla precedente società

Evidentemente, il problema che avevamo sollevato nel corso della votazione del 2017 non era stata cosa da nulla, oppure ce ne sono stati altri più gravi, altrimenti non si spiega la ricerca di una nuova società.

Purtroppo bisogna anche segnalare che meno gente partecipa e più si presenta il rischio che a partecipare siano i soliti noti, quelli a cui si può anche suggerire cosa votare. Se poi alcuni progetti nascono già con un forte endorsement da parte dell’amministrazione, ci chiediamo cosa ci sia di veramente partecipativo…

Infine, serve fare due conti su come sono stati spesi i soldi per i progetti e se qualcosa è avanzato per la prossima edizione (si partiva da un budget totale di 151mila euro). Come avevamo segnalato a suo tempo, dopo il Bilancio partecipativo 2015, in questo articolo.

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