Barriere Architettoniche: Desio non può attendere

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Sull’adozione del Piano Eliminazione Barriere Architettoniche, o PEBA, stiamo lavorando da un po’. La cosa incredibile è dover chiedere nel 2018 l’applicazione di una legge del 1986 e sentirsi rispondere che la Giunta di Desio ha in programma di adottare il piano entro il 2021.

È andata così: recentemente Regione Lombardia ha finalmente deciso di fare una ricognizione per sapere quali comuni abbiano già adottato i PEBA, come era stato chiesto con una mozione M5S a prima firma di Dario Violi.

Questo compito è stato affidato ad ANCI che ha inviato a tutti i comuni lombardi, Desio compreso, un questionario. Per fare trasparenza sulla questione, superata la data di scadenza per la compilazione del questionario, abbiamo richiesto di avere copia delle risposte che il comune aveva fornito ad ANCI.

Purtroppo la risposta è stata testualmente:
Il comune di Desio non è dotato di Piano Eliminazione delle Barriere Architettoniche, l’Amministrazione Comunale intende dotarsene entro il 2021.

Che per noi è come dire “mai”.
Infatti questa amministrazione comunale non è in carica dall’altro ieri ma ormai da otto anni. La legge c’era già, perché non ha ancora fatto nulla? Dire 2021, cioè “fine mandato” è come affermare “lascio questa cosa per ultima” (e se non ho tempo non la faccio). Eppure nel Rendiconto 2017 (che dovrebbe parlare di quello che già è stato fatto) si dice:
All’interno della riqualificazione degli spazi urbani e della mobilità lenta particolare attenzione sarà rivolto al tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche, soprattutto sui percorsi pedonali, migliorando le possibilità di movimento di carrozzine e cittadini con disabilità motorie.

Nella risposta al nostro accesso agli atti si dice anche che sono stati spesi in media 176.000 euro tra il 2000 e il 2017. Però, se è una media ci dovrebbero dire quanto è stato speso in ogni singolo anno, perché potrebbe anche voler dire che la maggior parte delle spese per eliminare le barriere è stata fatta tra il 2000 e il 2010 (cioè da un’altra amministrazione).
E poi, ci avevano spiegato che nell’ambito della manutenzione stradale, quando per esempio si rifà un marciapiede e lo si rifà ovviamente con le discese per le sedie a rotelle, quella loro la considerano “eliminazione di barriera architettonica”. Un po’ poco, non vi pare?
Infine non abbiamo informazioni su quello che è stato fatto per l’eliminazione di barriere negli edifici pubblici, che pure vengono citati nella risposta.

Per questo attendiamo pazientemente il prossimo consiglio comunale (la data non c’è ancora) per discutere un nostro ordine del giorno che chiede proprio l’adozione del Piano Abbattimento Barriere Architettoniche e del PAU, cioè il Piano di Accessibilità Urbana, e invitiamo fin d’ora le persone interessate e le associazioni che si occupano di barriere e disabilità a essere presenti alla discussione.

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